Aprile 20, 2020 Caro Roberto

Caro Roberto

Abbiamo riflettuto a lungo se fosse o meno il caso di esprimerci sulle posizioni espresse da Roberto Saviano, scrittore e giornalista italiano, a proposito del movimento di Comunione e Liberazione e rispetto alla gestione della sanità lombarda. Ci siamo presi del tempo, ben consapevoli che il signor Saviano, scrivendo dal suo attico a New York, è molto più informato di noi sull’emergenza sanitaria qui in Italia. Poi ci siamo detti che, in fondo, anche noi potremmo provare a dare un giudizio sulla vicenda.

Premesso che siamo abbastanza sicuri, e non ce ne voglia Saviano, che anche un’equipe capitanata da Archimede Pitagorico, Rita Levi-Montalcini e Dottor House non avrebbe saputo gestire un’emergenza di tale calibro, e pur essendo consapevoli del fatto che – volendo far partire una caccia al colpevole – non si può dimenticare il famoso grido “Milano riparte” a pochi giorni dal primo focolaio di Covid-19 ed escludere completamente una certa responsabilità del governo giallorosso (ma tornando indietro nel tempo potremmo addossare qualche colpa anche a Nostro Signore, Dio ce ne scampi), non vogliamo tuttavia fare lo stesso gioco del noto scrittore (che nella sua recente risposta a Comunione e Liberazione invita a segnalargli personalmente tutti i soprusi portati avanti dal movimento cattolico – nostalgia di Lotta Continua?): non ci spingeremo, dunque, ad affermare che solo il sistema sanitario lombardo sarebbe stato capace a reggere l’“emergenza coronavirus” (anche se lo crediamo profondamente, per cui, per certi versi, ringraziamo Dio che sia esploso lì, e non nel nostro Lazio, ad esempio).

Queste cose sono da politicanti allo sbaraglio, e, non volendoci abbassare al livello di un certo scrittore e giornalista, preferiamo tacere sull’argomento. Su una cosa, però, pensiamo di avere il diritto di parlare: è la nostra esperienza. La nostra esperienza è una brutta bestia, poiché ci costringe a guardare con uno sguardo oggettivo alla realtà che ci troviamo di fronte. Noi siamo “ciellini”, dei “seguaci di Formigoni”, parte della setta. Chiariamoci sin da subito: non parliamo a nome di Comunione e Liberazione, di cui condividiamo il cammino di fede, ma a nome degli studenti universitari che siamo, anche perché “ciellino” è davvero un brutto termine (Noi siamo innanzitutto Andrea, Pietro, Caterina, Iacopo, etc.).

Bisogna sapere che leggendo i due interventi di Saviano su Comunione e Liberazione, ci siamo trovati alquanto disorientati… mai avremmo creduto che il movimento in cui ci riconosciamo fosse solo una manica di mafiosi e criminali. Noi, i “ciellini” – se ci è permesso – pensiamo di conoscerli un poco più del signor Saviano.

I “ciellini” sono i nostri amici, quelli con cui andiamo a trovare gli anziani tutti i sabati, quelli che danno una mano a studiare gratuitamente alla gente povera dei quartieri degradati della città, quelli che pregano insieme in cappella universitaria ogni giorno. Sono quelli a cui siamo liberi di raccontare la nostra vita, quello che ci è successo durante la giornata, a cui chiedere dei consigli. Sono quelli che si chiedono “cosa ci strappa dal nulla?” in questo momento difficile, e che in fondo sanno già che la risposta è solo una (anzi, Uno). Sono quelli con cui andiamo in vacanza ogni estate – ahimè, quest’anno dovremo rinunciare – e con cui facciamo passeggiate in montagna, giochi e canti insieme. Sono quelli che, curiosi di sapere cosa succede nel mondo, organizzano incontri culturali in università.

I ciellini sono quelli consapevoli che la “vocazione” non è soltanto diventare preti, suore, mogli o mariti, e neppure essere un giorno professori, giornalisti, politici o netturbini: per noi la vocazione è dire sì ogni giorno, appena svegliati, alla giornata che ci è posta davanti. Per questo, saremmo venuti meno alla nostra vocazione se non avessimo risposto a Roberto Saviano. Quello che ha detto è estremamente offensivo ai nostri occhi, ma non speriamo di fargli cambiare idea su di noi, sul nostro movimento o sui politici che ne fanno parte (e ricordiamolo sempre, che non fa mai male: se sono in politica, non rappresentano CL, ma i loro elettori e loro stessi).

Tuttavia non resistiamo proprio, e, sulle orme di Roberto Saviano, facciamo anche noi un appello accorato: a proposito del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, invitiamo tutti, ciellini e non ciellini, la cui vita è stata aiutata dall’esperienza di Cl, a farci pervenire (tramite l’indirizzo mail newsletter.360.gradi@gmail.com) le loro testimonianze, che saranno oggetto di un approfondito lavoro sul tema (se il signor Saviano vuole accusarci di plagio, ben venga… ma non crediamo che lo farà).

Nota a margine: rispetto ai medici obiettori di coscienza, non potrebbe essere semplicemente che in Lombardia, così come in tutta Italia, stando a quelle fonti che Saviano non controlla, ci siano ancora tanti bravi cattolici (senza dover tirare in mezzo CL per ogni catastrofe lombarda)?

Lettera firmata da “quei bravi ragazzi di CL”

26 thoughts on “Caro Roberto

  1. La credibilità di Saviano è costruita su certa stampa, certi pennivendoli e certi professionisti dell’antimafia, come li chiamava Sciascia. A lui basta quella platea e scrive solo per loro, gli basta e avanza per camparci.Il resto è risaputo, se non sei con loro …..

  2. Bravi! La esperienza che ho vissuto in università per tanti anni e successivamente anche negli anni di lavoro non verrà mai scalfita dall’odio e dal rancore dell’invidia.

    Grazie per il vostro supporto.

    1. Una grande risposta, non “reattiva”, ma carica della pienezza vive e fresca di un incontro capace di cambiare la vita. È non è giovanilismo, perché chi come me ha incontrato CL nei primi Anni ’70 potrebbe sottoscrivere la vostra lettera, parola per parola. Forse solo più consapevole, evangelicamente, del peccato di tutti, nostro soprattutto, come degli altri (davanti alla lapidazione dell’adultera tutti dovettero lasciare a terra la propria pietra, a cominciare dai più anziani). La vostra è la testimonianza di un giudizio non dissociato dall’esperienza. Saviano per vivere e riconoscersi ed essere riconosciuto ha bisogno della camorra e della cultura del sospetto e della sfiducia, che sono le principali fonti ispiratrici dei suoi libri e dei telefilm tragicamente nichilisti e disperati ispirati al suo best-seller e da lui sottoscritti come supervisore (e, suppongo, come compartecipe di sostanziosi proventi). Voi avete bisogno, per vivere, della bellezza, della verità fatta carne, della speranza in un mondo migliore. Questo vi rende, lo dico rubando parole care a P.P. Pasolini, antropologicamente diversi, non omologabili al main strem dominante.

  3. Bravissimi! Avanti così raga! Certi radical chic son dei poveracci istigati dai poteri forti per alimentare la macchina del fango …ma noi siamo più che vincitori ..nel nome di Gesù

    A presto

  4. Uno che non è sopportato piu da nessuno, soprattutto qui a Napoli, uno che ha dato un’immagine della città in maniera raccapricciante ma come fa a parlare ancora?

  5. Vi teniamo per mano contro la corrente ci piacete molto. Bruno Angelina 5 figli 20 nipoti 11 pronipoti dal 1975 felici di godere della compagnia di Cristo in CL

    1. Durante il primo mese dall’inizio della pandemia, mi sono Accorta di come la tensione da parte del mondo intero fosse quella dell’ascolto di questo dramma, ammutoliti di fronte al dolore, presi solo dal cercare tutti una strada, dentro questo fatto che ci ha travolti. La tensione a partecipare al dramma , a vedere chI era in prima linea e stava dando tutto per il bene di tutti. Un giorno però mi sono anche detta : ma gli sciacalli dove sono? Quando inizieranno a sparare sulla folla pur di trovare qualcuno su cui accanirsi? Certo, l’uomo è capace di grandi cose, ma anche di grandi errori. Ma , di contro , come diceva il mio Papa’ , non sbaglia e non fa’ danni chi non si sporca le mani. Mi sono trovata ad avere un senso di profonda pietà per tutti coloro che possono aver commesso errori, per quelli che hanno sottovalutato il dramma. Non era il caso di crocifiggere prima …… adesso la tensione iniziale sta scemando…..è il momento! Ecco arrivare il Sig. SAVIANO, che comincia a puntare il dito e a sparare tra la folla , quella che puo’ far trovare consenso, che può far trovare alleati per accendere la miccia dell’odio , dell’invidia del sospetto, dei retroscena. È semplice vincere le battaglie così. DEPISTARE Il DRAMMA !!!! La sfido sig. Saviano , stia sul dramma !!! Dia una mano a chi ne ha bisogno. Se la fanno uscire di casa , vada a vedere gli ammalati e la faccia dell’infermiera che ha avuto il coraggio di risponderle con i fatti della vita. Se un giudizio su questa emergenza sara’ dato , perché dovrà essere dato, dovrà tenere conto di tutto , di tutto . SIG. SAVIANO LEI HA UNA GRANDE RESPONSABILITÀ di fronte a TUTTI . Abbiamo tutti una grande responsabilità e dipende dalle scelte che facciamo,. Decidere chi vogliamo essere, chi seguire, mi pare che questi ragazzi romani , in modo disarmante le hanno fatto vedere quanto è grande il loro respiro, e profonda la loro radice . Abbiamo bisogno di questa speranza e di questi uomini.

  6. Bravi! Il signor Saviano si nutre dello stesso odio che vuol combattere, quello della camorra. Non andrà molto lontano con questo fardello nel cuore. Un po’ a malincuore , ma bisognerà pregare anche per lui.

  7. Grazie per la vostra commovente testimonianza. Aggiungo solo che negli anni scorsi il Governatore del Lazio Nicola Zingaretti indisse un concorso per assumere ginecologi, purché “non obiettori di coscienza”, contro quanto disposto dalla Legge 194. Così, con una sola mossa gli amici di Saviano chiariscono come intendono eliminare i “favoritismi” degli obiettori di coscienza e cos’è per loro la “legalità” di cui parlano

  8. Plaudo ai ragazzi che hanno preso l’iniziativa. Vorrei dire che per 36 anni non ero al balcone di New York o sulla terrazza di Posillipo, ma nelle corsie degli Ospedali di Napoli. Se il nostro tuttologo ha bisogno di statistiche gliele posso offrire una: dei medici obiettori discriminati ed emarginati nei nostri Ospedali. Un’altra potrei offrirgliene, ma non posso: l’elenco di tutte quelle mamme mancate in preda a gravi problemi di coscienza morale o devastate dal punto di vista psicologico dopo aver subito l’aborto. All’osservazione ultima dei nostri amici aggiungerei che non si tratta di dire se la Lombardia sia al settimo o al primo posto, ma quante vite sono state salvate. Invece circa la sanità voglio dire che non stiamo facendo il tifo per la squadra di calcio, ma della salute della nostra gente. Allora se fino a qualche mese fa si indicava la Lombardia, che solo la memoria corta di qualche voltagabbana può negare, come al modello virtuoso (e di ciò ne hanno tratto giovamento molti, anche nostri amici, prima e durante il coronavirus), ora non disprezziamo ciò che viene offerto dall’esperienza del Cotugno di Napoli, sia rispetto ai farmaci che ai dispositivi. Un invito invece al nostro amico: per trovare un po’ di pace colga l’occasione dell’indulgenza plenaria che in questo tempo, anche senza la Confessione, la fonte umana della Misericordia offre in questo tempo tribolato.

  9. Bravi Ragazzi!! Grazie per aver risposto molto cordialmente al sig. Saviano. Io ringrazio personalmete Comunione e Liberazione che attraverso l’Amore mi ha fatto ritrovare la strada durante gli anni del Liceo. Mi sarei persa sicuramente come molti altri miei coetanei tutt’oggi incazzati e delusi dalla vita. Ma la vita è un continuo Mattone su Mattone, dalle inaspettate soddisfazioni. Povero Saviano, non si accorge che oltre alla mafia c’è di più Grazie Dio, se solo aprisse il suo orrizzonte, anche i suoi libri che apprezzo, avrebbero uno spiraglio di speranza.

  10. Ho letto la lettera di Saviano 2 gg.fa è sinceramente mi sono arrabbiata, perché sparare a zero contro un movimento come CL che non conosci o almeno ne conosci solo una parte, quella politica, se la conosci. Vi ringrazio per la vostra lettera, leggendola mi.ci sono ritrovata e mi ha alleggerito.il cuore, la mia arrabbiatura nei confronti di questo signore, non dico che è sparita, ma me lo fa guardare con occhi diversi. Io sono fortunata ad aver incontrato 40 anni fa il.movimento, ho.imparato ad ascoltare a cogliere i segni che il Buon Dio ci.manda e voi ne siete grazie a Lui la testimonianza…GRAZIE

  11. Grazie infinite, ragazzi!! Avete portato la vostra riflessione,ma soprattutto la vostra esperienza di vita, che è Letizia, riconoscendoci dei poveracci!!
    Speriamo che Saviano incontri un giorno una compagnia così vera!!!

  12. >Da Generare tracce nella storia del mondo.. Inizio del Cap 5:
    Diventare una creatura nuova significa avere una coscienza nuova, una capacità di sguardo e di intelligenza del reale che gli altri non riescono ad avere, e una affezione nuova, una capacità di adesione e di dedizione al reale, all’altro da sé che non è nemmeno immaginabile. La creatura nuova identifica un’intelligenza e un cuore diversi nel mangiare e nel bere, nel vegliare e nel dormire, nel vivere e nel morire. Questo è quello che è l’esperienza di CL come bene ha testimoniato la lettera che quella infermiera ha scritto a Saviano dopo il suo delirio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: